"Food porn" una nuova moda erotica ? No...

…è l’abitudine di postare sui “social” foto di piatti e pietanze appetitose.

I media hanno un ruolo essenziale nell’industria del cibo. Alcuni studi affermano che i primi programmi gastronomici sono datati attorno alla seconda guerra mondiale, prima trasmessi via radio e poi in televisione. 

Il concetto dei programmi gastronomici di allora non è cambiato molto rispetto quelli odierni. Le impostazioni sono più o meno le stesse però con l’unica differenza che oggigiorno vediamo sempre più la presenza di pubblico, persone che non fanno parte del settore, amatori e appassionati. Come spiega il Time Magazine l’esistenza di Chef celebri e di questi programmi gastronomici è data dall’interesse sempre crescente da parte del pubblico, che sempre più ha bisogno di varietà e scelta, “Una rock star, può essere una rock star solamente se ha dei fan che la segue”.

Gli Chef famosi sono sempre esistiti. Ci sono anche pittori, artisti e musicisti famosi, ma la differenza sostanziale tra chef e gli artisti è che gli chef parlano di qualcosa che ci tocca personalmente per il semplice fatto che abbiamo bisogno di cibo per sopravvivere. 

Il consumatore del giorno d’oggi ha sempre più bisogno di esperti e conoscitori che lo aiutano a fare delle scelte. Ci sono sempre più programmi legati al cibo e alla gastronomia, e ve ne sono di tutti i tipi, a partire da programmi come MasterChef, Hell’s Kitchen, eccetera, programmi che spiegano come scegliere gli elementi base per fare la cucina, ricette e metodi di cotture. Insomma, siamo bombardati da notizie riguardanti questo tema. 

Oggi, il mezzo di comunicazione più usato per il cibo e la gastronomia in generale sono i Social Media. L’opinione del cliente è molto importante, il consumatore e sempre più coinvolto in questa relazione tra cibo-gastronomia-social media. 

Il consumatore è diventato sempre più esigente e partecipe, è cliente, critico, ma anche divulgatore di notizie.

FOOD PORN

Non mi dite che non avete mai sentito parlare della parola “Food Porn”… certamente sì ! Ma esattamente di cosa si tratta? “Food Porn” non è una parolaccia, una cosa sconcia o una nuova moda erotica. Si dice che la parola Food Porn venne utilizzata per la prima dalla scrittrice Rosalind Cowards nel 1984 per esprimere il fatto di creare un piatto perfetto dall’inizio alla fine. L’idea è che non conta solo il risultato finale, ma anche tutte le operazioni prima e durante la preparazione e prendendo come esempio il rito della cerimonia del tè. Prima ancora di Rosalind Cowards, una espressione simile fu usata da Cockburn nel 1977 nella recensione di un libro di cucina nel New York Review of Book, riferendosi all’eccitazione e irraggiungibilità data da certe fotografie a colori di diverse ricette. 

Nel 1991 il dizionario Inglese di Oxford, introdusse la parola “Food Porn” descrivendola come “immagini di cibo espresse in modo appetitoso ed esteticamente attraenti”. 

Inizialmente la fotografia culinaria consisteva semplicemente nel fare delle fotografie dall’alto verso il basso, in modo di catturare gli alimenti nel piatto, senza decorazioni e posate. In seguito la fotografia alimentare si sviluppò insieme alla pubblicità delle bevande. I fotografi hanno lavorato nel rendere gli alimenti più attraenti, evidenziando il volume della pietanza, rappresentando i piatti da vicino a strati, privilegiando degli angoli stretti con il risultato di avere dei piatti grandi. 

Addirittura, negli USA la parola fu associata ad un tipo di alimentazione stile “Fast Food”. Infatti il concetto era di rappresentare foto di cibo poco sano, pieno di creme e grassi, tendendo all’esagerazione delle immagini stesse. 

Oggi invece, il termine “Food Porn” si riferisce al fatto di postare, specialmente nei Social Newtworks, foto di piatti e pietanze appetitose. 

Secondo la rivista Bon Appetite la parola foodporn# nei social media venne utilizzata per la prima volta con un commento su twetter nel 2007. Tra gli appassionati e consumatori del giorno d’oggi molti sono amanti del “Food Porn” a tal punto che l’hashtag foodporn# è diventato così popolare che attualemente in Instagram possiamo vedere 172.885.983 post condivisi sotto questa etichetta, un hashtag così potente e costantemente in crescita che ora che questo articolo sarà finito avrà gia aumentato il suo numero. Forbes inoltre, rileva che ci sono più di 6 millioni di foto postate ogni giorno con tema il cibo. Questo fenomeno impossibile da resistere è ormai alla portata di tutti. Questa è dunque una moda dalla quale nessuno si può salvare.  

I social media hanno cambiato il rapporto che abbiamo con il cibo, soprattutto se ci riferiamo ad un pubblico giovane, a tal punto che ha cambiato il nostro modo di mangiare. Siamo sempre più ossessionati dalle belle immagini e dai colori. 

La sola vista di un piatto delizioso crea una sensazione di appetito. Uno studio della rivista Science Daily spiega che l’ormone Ghrelin (l’ormone della fame) aumenta nel sangue attraverso la stimolazione creata da immagini del cibo. Possiamo dunque ritenere che condividendo foto appetitose, creiamo una sensazione di appetito. 

Questa è un’ottima notizia per noi addetti ai lavori. Un contenuto visivo di successo nei Social Media diventa automaticamente una moneta sociale per il marketing e la promozione di un’azienda con un passaggio diretto nei nostri cuori (Arnold Street Media). 

Studi diretti da importanti agenzie come PerInc.com HubSpot e Medioactive illustrano che il 46% di esperiti di marketing confermano l’importanza delle fotografie per il successo dell’azienda, si stima inoltre che nel 2018, l’84% della comunicazione sarà visiva. 

Oggi giorno, una persona su tre cerca delle foto dei piatti prima di decidere dove andare a mangiare. Non ci si può dunque permettere di avere delle fotografie di bassa qualità, perché di conseguenza ciò abbassa la qualità del ristorante. 

La fotografia del cibo fa parte di una di quelle arti che spesso passa inosservata, anche se oggi è sempre più riconsciuta. Si può infatti confrontare uno shooting per le immagini del cibo con un set fotografico di moda. Nel mondo della fotografia gastronomica abbiamo figure come lo stilista del cibo, il fotografo del cibo e sceneggiatore. 

Il cibo é stato “soggetto” della fotografia dal 1800. Anche se oggi i metodi sono cambiati. Pittori del 1800 usavano gli stessi aspetti chiave, usati oggi dai fotografi di cibo contemporanei: composizione, allegoria, significato e luce. 

Secondo Penny De Los Santos, fotografa e documentarista che collabora con National Geographics e Saveur l’arte della fotografia del cibo è un modo di onorare la cultura e la storia dei popoli, ma è importante rispettare certi parametri perché è essenziale comprendere come usare la composizione ,i colori e la luce.  

Siamo in un’era digitale con le nuove tecnologie sembrerebbe che siamo diventati tutti degli esperti fotografi. Oggi ci sono applicazioni per il nostro smartphone di ogni tipo. Per citarne alcune possiamo parlare di Afterlight, Photoshop Express, Lightroom mobile, VSCO, Snapseed, Foodie.

Il consumatore è diventato cliente, critico e divulgatore di notizie, sarebbe dunque saggio fornire al cliente dei consigli pratici per dare giustizia ai piatti proposti. Non siate gelosi dei vostri prodotti. Quello che il cliente sta facendo e puro passaparola. 

 

5 CONSIGLI DI COME MEGLIO FARE FOOD MEDIA PER AMATOUR, THE NEW YORK TIMES. 

 

1.    Metti a fuoco.  Un consiglio ovvio, ma non sempre usato. Infatti, troppo spesso troviamo fotografie sfuocate e di bassa qualità.

2.    Composizione.  Pensa come un fotografo, aspetta il momento. Prendi una forchettata dal piatto, taglia una fetta di torta, aspetta che il gelato si sciolga un poco. Dai vita alle tue foto. 

3.    Riempi lo schermo. Vai vicino al piatto e scatta delle immagini da vicino.  

4.    La luce. La luce naturale è sempre la scelta migliore, rende i colori più appetitosi. 

5.    Prova diversi angoli. Alzati, fai degli scatti da sopra, abbassati per incontrare il piatto a 30-45 gradi. Non aver paura di spostare il piatto. Insomma, non aver paura di giocare. 

 

IMPORTANZA DI CONTATTARE UN PROFESSISTA

 

Siamo dunque tutti fotografi di cibo? Assolutamente no! È importante comprendere la differenza tra foto amatoriali e foto di cibo professionali. Come in tutte le professioni dobbiamo riconoscere la difficoltà, la professionalità e gli studi che ci sono per esercitare quest’arte. 

Una delle paure principali dei ristoratori è il costo, ma non ci si rende conto che il risultato eccede il costo iniziale. È stato provato che delle foto professionali sono uno dei “drive” che spinge il cliente all’acquisto di un piatto dunque di conseguenza l’incremento delle vendite. La differenza tra una foto professionale e una foto amatoriale è notevole e gli esperti di marketing possono assicurare che i ristoratori che hanno optato per un lavoro professionale non se ne sono pentiti. Lasciamo le foto “amatoriali” ai nostri clienti. 

Il mondo della gastronomia si è ormai spostato verso questa direzione. Alle nostre latitudini abbiamo ottimi professionisti, o agenzie che si occupano di questo. Ad esempio, il servizio proposto da GastroTicino.