La prima impressione CONTA!

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“Non avrai mai una seconda occasione per fare buona impressione” (O. Wilde)

LA PRIMA IMPRESSIONE

Oscar Wilde diceva: “Non avrai mai una seconda occasione per fare una buona impressione” e non c’è osservazione più veritiera nell’industria ristorativa e alberghiera, specialmente al giorno d’oggi. Ci confrontiamo infatti quotidianamente con una clientela sempre più esigente e una concorrenza sempre più spietata.

Ma la domanda è: cosa significa veramente la frase “La prima impressione conta”? La prima impressione è un sentimento spesso giudicato superficiale, ciò nonostante formulare un giudizio è naturale per tutti.

Ricerche spiegano che nel momento in cui incontriamo qualcuno il nostro cervello ci mette all’incirca quattro secondi per creare un giudizio su questa persona e altri trenta per confermarlo. Altri studi inoltre spiegano che per formare un giudizio ci vuole un decimo di secondo e durante i primi sessanta secondi il cervello analizza più di diecimila sensazioni visuali, orali e tattili, le quali creano un giudizio quasi viscerale sulla persona. Giudizio che spesso è quello giusto.

Inoltre pare che una volta formato questo giudizio il nostro cervello passi il resto del tempo a confermare questa opinione piuttosto che a contraddirla. Le stesse ricerche dicono che ci vorrebbero regolari contatti con una persona per oltre sei mesi per cambiare quest’impressione.

In America un’agenzia di risorse umane che si occupa di assumere personale per grandi aziende nel paese, ha fatto uno studio sui suoi dipendenti, e il risultato è che ¾ di essi conferma che durante un colloquio di lavoro, dopo trenta secondi dall’inizio  ha già preso una decisione sull’assunzione o no della persona e che il resto dell’incontro è basato sul confermare questa prima opinione. Molti studi ci spiegano che non è una mancanza di professionalità o pura superficialità: questo comportamento è basato su dei processi cognitivi, in particolare quello che si chiama “effetto primacy”, basato sull’ordine temporale con cui riceviamo le informazioni e che influenza la nostra percezione.

Avendone stabilito l’importanza, come possiamo assicurarci di creare un’ottima prima impressione nella nostra clientela? Qual è l’accoglienza adatta?